Ci siamo quasi, mancano poco più di due settimane al Suo arrivo. Quest’anno non ci saranno nomi famosi a riempire il campo sportivo, lo spettacolo pirotecnico non durerà un’ora, gli archi delle luminarie adorneranno il paese solo in parte… sarà una festa, se così si può dire, più piccola, ma sarà sempre e comunque la SUA e la nostra Festa, quella che rivive ogni anno nel petto di ogni compaesano. E di questi tempi, riuscire a sentire il fremito di quel petto, riuscire a sentire il battito di un cuore pignolese non è molto facile. La Regina dei nostri monti, la Madre delle nostre passioni. Cartelli, piazze, ringhiere portano il suo nome, ed il sudore dei suoi cavalieri, che ad ogni incorcio, palazzina hanno lottato per salvare la tradizione, per acclamare Lei che dall’altro ci guarda e forse ride a vederci disperati. Rimbocchiamoci le maniche, guardiamoci negli occhi, prima di essere un comune siamo fratelli, figli di una vergine che merita di più.

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