06 giugno 2011

SERRANETTA

Cucù, l’uccello mi chiama cucù
Come a dire, fotti a darmi una briciola
Quanta strada per denigrare il marciume della statale
Che ancor tanto lontano non è
Sta finendo la benzina
L’estasi della natura, alle otto, ancora brilla
Certamente più di me
Che muoio al chiaroscuro dell’inchiostro sulla carta
Abbandonai il fluttuoso mondo condominiale
Per ricoverarmi nel bosco
Dove tutto vive perenne,
anche il sole sembra non voler mai andar via
eppur le antenne arrivano anche qui
tra fusti alti e snelli di alberi dal pelo verde
che, con un paio di zinne, sarebbe quasi da provarci
alzi lo sguardo, frena un aereo e una nuvola, la più bella, dice
non andare via, fermati qua, ci stan le more e non c’è la tv.
Antonio P.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Mimmo ma come fate ad arrivare fin lassù? quale strada prendete?


Giovanni